Bene. Prima lite della giornata con la famiglia. Non capisco
nemmeno se abbiano ragione loro o l'abbia io. Credo semplicemente di essere in
preda al panico. La settimana prossima c'è un concorso e - visto che non si sa
se mi rinnovano l'assegno di ricerca, non si sa se prima o poi bandiranno posti
da ricercatore, non si sa se da novembre farò volontariato quello sì a tempo
indeterminato, non si sa se troverò un miliardario che mi sposi
(sembra da ridere, ma le possibilità che si verifichi un'ipotesi di questo tipo
sono pari alla possibilità di avere un lavoro a tempo indeterminato), insomma
l'unica cosa che si sa è che NON SI SA (talvolta la frase è
diversa: "Non si sa MAI") - io ho fatto domanda. Ho
superato i quiz e quindi la settimana prossima dovrei andare lì a scrivere non
si sa bene cosa. E' un cane che si morde la coda. Mentre sei all'Università
pensi che dovresti studiare per il concorso e mentre studi per il concorso ti
chiedi se non dovresti scrivere qualcosa per l'Università o correggere una
tesi di laurea o leggere qualcosa che abbia a che fare con la tua materia, con
il tuo progetto di ricerca. Risultato: entrambe le cose verranno fatte più o
meno male (per gli ottimisti, più o meno bene). Il concorso è molto
difficile vincerlo (mi chiedo come riescano a lavorare e studiare per i
concorsi coloro che hanno famiglia, figli & co.) ed è molto difficile
pensare ad un futuro di qualunque tipo all'Università. Si torna quindi al punto
di partenza. A volte mi chiedo se l'idea di essere mediamente intelligente, gli
studi, la laurea non mi abbiano fregato. Adesso farei la barista a New
York e sarei felice, magari.
Assegnistadiricerca
domenica 5 luglio 2009
Primo post
La sola creazione del blog mi ha distrutto (in effetti, sono
anche le due di notte). Non so se scrivere post su internet che leggerò
soltanto io mi aiuterà ad evitare l'analisi o mi spingerà da qualche
professionista che per ascoltare le mie stronzate si farà profumatamente
pagare. Può darsi che questa sia soltanto l'evoluzione del
"diario" che ho tenuto per tanti anni, l'upgrade tecnologico e basta.
Può darsi domani mi sia già rotta. Però sento che sto per esplodere. 30 anni
compiuti da poco. Senza uno straccio d'uomo. E senza quello che io definirei un
lavoro. Non so quale delle due condizioni sia più urgente, a quale io dovrei
prestare maggiore attenzione. Al momento, mi pesa di più pesare sui miei.
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