domenica 5 luglio 2009

Ho sempre odiato la domenica


Bene. Prima lite della giornata con la famiglia. Non capisco nemmeno se abbiano ragione loro o l'abbia io. Credo semplicemente di essere in preda al panico. La settimana prossima c'è un concorso e - visto che non si sa se mi rinnovano l'assegno di ricerca, non si sa se prima o poi bandiranno posti da ricercatore, non si sa se da novembre farò volontariato quello sì a tempo indeterminato, non si sa se troverò un miliardario che mi sposi (sembra da ridere, ma le possibilità che si verifichi un'ipotesi di questo tipo sono pari alla possibilità di avere un lavoro a tempo indeterminato), insomma l'unica cosa che si sa è che NON SI SA (talvolta la frase è diversa: "Non si sa MAI") - io ho fatto domanda. Ho superato i quiz e quindi la settimana prossima dovrei andare lì a scrivere non si sa bene cosa. E' un cane che si morde la coda. Mentre sei all'Università pensi che dovresti studiare per il concorso e mentre studi per il concorso ti chiedi se non dovresti scrivere qualcosa per l'Università o correggere una tesi di laurea o leggere qualcosa che abbia a che fare con la tua materia, con il tuo progetto di ricerca. Risultato: entrambe le cose verranno fatte più o meno male (per gli ottimisti, più o meno bene). Il concorso è molto difficile vincerlo (mi chiedo come riescano a lavorare e studiare per i concorsi coloro che hanno famiglia, figli & co.) ed è molto difficile pensare ad un futuro di qualunque tipo all'Università. Si torna quindi al punto di partenza. A volte mi chiedo se l'idea di essere mediamente intelligente, gli studi, la laurea non mi abbiano fregato. Adesso farei la barista a New York e sarei felice, magari.

Primo post


La sola creazione del blog mi ha distrutto (in effetti, sono anche le due di notte). Non so se scrivere post su internet che leggerò soltanto io mi aiuterà ad evitare l'analisi o mi spingerà da qualche professionista che per ascoltare le mie stronzate si farà profumatamente pagare. Può darsi che questa sia soltanto l'evoluzione del "diario" che ho tenuto per tanti anni, l'upgrade tecnologico e basta. Può darsi domani mi sia già rotta. Però sento che sto per esplodere. 30 anni compiuti da poco. Senza uno straccio d'uomo. E senza quello che io definirei un lavoro. Non so quale delle due condizioni sia più urgente, a quale io dovrei prestare maggiore attenzione. Al momento, mi pesa di più pesare sui miei.